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Quando il "confetto riccio" diventa arte

INCONTRO A SCUOLA CON IL MAESTRO GIANNI TARDIO, IL “RE” DEL RICCIO

Nella nostra città, Francavilla Fontana, nel periodo di Carnevale ciò che va più a ruba sono i confetti ricci: mandorle ricoperte di zucchero.

Nella nostra scuola secondaria di primo grado “San Francesco d’Assisi”, martedì 2 febbraio, abbiamo avuto l’ opportunità di poter assistere alla loro realizzazione.

Gianni Tardio, quarantasei anni, discendente da una casata che da sempre produce i ricci, si fa portavoce della bontà e del gusto francavillese anche presso le giovani generazioni.

La lavorazione del riccio prevede un procedimento artigianale, molto antico, che si divide in più fasi: la ricerca e la tostatura della mandorla pugliese e la lavorazione su caldaia, rigorosamente in rame, per evitare dispersione di calore. Quest’ultima prevede due momenti: il primo (di circa un’ora e mezza), quello della fissazione dello zucchero sulla mandorla, poi il secondo (anch’esso di un’ora e mezza circa), quello dell’arricciatura dello zucchero. Il tutto viene fatto facendo ruotare con movimenti decisi la grande caldaia in rame, penzolante sulla brace di carboni profumati di vaniglia, mentre da un dosatore, anch’esso in rame, viene versato a filo lo zucchero già cotto. Grazie a questo procedimento, lo zucchero va a depositarsi sulle mandorle calde per poi solidificarsi. Ed ecco la magia di un confetto che si scioglie in bocca, fondendo insieme il piacevole sapore del dolce dello zucchero e la fragranza della mandorla tostata!

Gianni Tardio ha spiegato a noi ragazzi che il problema principale è mantenere la tradizione visto che a tutt’oggi ci sono solo due famiglie che la portano avanti e si augura che essa continui negli anni a venire tramandandola ai giovani. Ecco perché la scuola si fa carico di avvicinare i ragazzi a questi mestieri in via di estinzione e ad inculcare l’amore per le tradizioni in generale.

Per noi è stata una fantastica oltre che gustosa esperienza, perche ci ha fatto capire l’importanza delle nostre tradizioni e ci ha insegnato quanto sia importante conservarle nella nostra memoria.

                                                                     

                                                                            Aurora di Castri, Ilaria Incalza e Vera della Corte

                                                                Classe III D

 

Ultima modifica il Mercoledì, 10 Febbraio 2016 10:22

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